Chirurgia refrattiva a Catania
La chirurgia refrattiva comprende diverse tecniche utilizzate per correggere difetti visivi come miopia, astigmatismo e ipermetropia, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto.
Il Dott. Salvatore Lo Grasso effettua valutazioni per la chirurgia refrattiva a Catania e Mascalucia, studiando caratteristiche della cornea, entità e stabilità del difetto visivo e condizioni generali dell’occhio.
Non esiste una tecnica migliore per tutti: PRK, FemtoLASIK, SMILE o soluzioni con lente fachica rispondono a esigenze e caratteristiche oculari differenti.

Che cos’è la chirurgia refrattiva
La chirurgia refrattiva comprende procedure che modificano il modo in cui la luce viene messa a fuoco sulla retina.
Nella maggior parte degli interventi laser, la correzione viene ottenuta modificando in modo controllato la forma della cornea, la superficie trasparente nella parte anteriore dell’occhio. In altri casi, soprattutto quando il difetto è elevato o il laser corneale non è la soluzione più indicata, possono essere valutate lenti intraoculari fachiche, che vengono impiantate senza rimuovere il cristallino naturale.
L’obiettivo non è semplicemente “togliere gli occhiali”, ma ottenere una correzione visiva compatibile con le caratteristiche dell’occhio e con le esigenze della persona.
Per questo il percorso inizia sempre con una visita di idoneità alla chirurgia refrattiva.
Durante la valutazione vengono analizzati il difetto refrattivo, la forma e lo spessore della cornea, la superficie oculare, la pupilla e le altre strutture dell’occhio. Solo dopo questi controlli è possibile stabilire se operare e quale tecnica prendere in considerazione.
Quali difetti visivi possono essere trattati
La possibilità di correggere un difetto dipende dalla sua entità e dalle caratteristiche dell’occhio.
Miopia, quando le immagini lontane risultano sfocate
Difetti refrattivi elevati, nei pazienti nei quali può essere valutata una lente fachica
Astigmatismo, che può compromettere la nitidezza sia da vicino sia da lontano
Ipermetropia, nei casi compatibili con le tecniche disponibili
Combinazioni di miopia o ipermetropia con astigmatismo

Vuoi capire se puoi ridurre l’uso di occhiali o lenti a contatto?
Il primo passo non è scegliere PRK, LASIK o SMILE, ma verificare quale soluzione è compatibile con i tuoi occhi attraverso una visita e gli esami preoperatori.

Quale tecnica di chirurgia refrattiva scegliere
La scelta dipende da diversi elementi: difetto da correggere, spessore e forma della cornea, qualità del film lacrimale, età, attività professionale e sportiva, tempi di recupero desiderati e risultati degli esami diagnostici.
PRK
La PRK – Cheratectomia Fotorefrattiva utilizza il laser ad eccimeri per modificare la curvatura della cornea.
Prima dell’applicazione del laser viene rimosso l’epitelio corneale superficiale, che si rigenera nei giorni successivi. Non viene creato un flap.
La PRK può essere utilizzata per correggere miopia, astigmatismo e, in pazienti selezionati, ipermetropia.
La guarigione della superficie corneale richiede alcuni giorni e il recupero visivo è generalmente più graduale rispetto alla LASIK. Nei primi giorni possono essere presenti bruciore, fotofobia e fastidio.
La PRK può essere presa in considerazione anche quando determinate caratteristiche della cornea rendono meno indicata una procedura con flap.
FemtoLASIK
La FemtoLASIK utilizza due laser con funzioni differenti.
Il laser a femtosecondi crea un sottile lembo corneale, chiamato flap. Dopo averlo sollevato, il laser ad eccimeri rimodella gli strati sottostanti della cornea per correggere il difetto visivo. Il flap viene poi riposizionato.
Uno dei vantaggi della FemtoLASIK è il recupero visivo generalmente rapido, ma la presenza del flap comporta caratteristiche e possibili complicanze specifiche che devono essere considerate durante la scelta della tecnica.
Può essere utilizzata per diverse forme di miopia, astigmatismo e ipermetropia, nei limiti consentiti dalle caratteristiche dell’occhio e dal sistema laser utilizzato.

SMILE
La SMILE – Small Incision Lenticule Extraction è una procedura eseguita con laser a femtosecondi.
Il laser crea all’interno della cornea un piccolo lenticolo di tessuto che viene rimosso attraverso un’incisione di pochi millimetri. Non viene creato il flap corneale tipico della LASIK.
La SMILE viene utilizzata soprattutto nella correzione della miopia e dell’astigmatismo miopico.
L’assenza del flap può essere interessante per persone che praticano sport di contatto o attività nelle quali esiste un maggiore rischio di trauma oculare. Alcuni studi riportano inoltre una minore alterazione temporanea della superficie oculare rispetto alla FemtoLASIK, anche se nessuna tecnica è priva di possibili effetti indesiderati.
PRK, FemtoLASIK e SMILE possono offrire risultati refrattivi molto validi nei pazienti correttamente selezionati. La scelta deve quindi basarsi sull’occhio del paziente, non sulla ricerca della tecnica “più nuova”.
Lenti fachiche ICL
Le lenti fachiche, tra cui le ICL, rappresentano una soluzione differente dalla chirurgia laser.
La lente viene impiantata all’interno dell’occhio, generalmente dietro l’iride e davanti al cristallino naturale. La cornea non viene rimodellata con il laser.
Questa possibilità può essere valutata soprattutto in alcuni pazienti con miopia medio-elevata oppure quando le caratteristiche della cornea rendono meno appropriata una correzione laser.
Prima dell’intervento devono essere analizzati diversi parametri, tra cui profondità della camera anteriore, anatomia dell’occhio e condizioni dell’endotelio corneale.
Essendo una procedura intraoculare, presenta rischi e considerazioni differenti rispetto alla chirurgia laser e deve essere valutata caso per caso.
PRK, FemtoLASIK o SMILE: qual è la differenza?
Le tre tecniche correggono il difetto visivo modificando il potere ottico della cornea, ma lo fanno in modo diverso.
PRK
Lavora sulla superficie corneale, senza creare un flap. Il recupero iniziale è più graduale.
FemtoLASIK
Prevede la creazione di un flap con laser a femtosecondi e la successiva correzione con laser ad eccimeri. Il recupero visivo è solitamente più rapido.
SMILE
Modifica la cornea rimuovendo un piccolo lenticolo attraverso una microincisione e non crea un flap.
La domanda più utile non è quindi “qual è la tecnica migliore?”, ma:
qual è la tecnica più indicata per la mia cornea e per il mio difetto visivo?
È proprio a questa domanda che deve rispondere la visita preoperatoria.
Gli esami prima della chirurgia refrattiva
La precisione dell’intervento dipende anche dalla qualità della valutazione preoperatoria. Durante la visita vengono misurati con accuratezza miopia, ipermetropia e astigmatismo, verificandone la stabilità, e vengono analizzate forma, curvatura e struttura della cornea attraverso topografia e tomografia corneale.
La pachimetria consente di valutarne lo spessore e di stabilire quanto tessuto possa essere trattato in sicurezza, mentre la pupillometria esamina il diametro della pupilla, anche in condizioni di scarsa illuminazione, fornendo informazioni utili sul possibile rischio di aloni e abbagliamento notturno.
Vengono inoltre controllate la superficie oculare, per individuare e trattare eventuali forme di occhio secco, e la retina, con particolare attenzione ai pazienti miopi. Gli esami necessari vengono stabiliti dall’oculista in base alle caratteristiche del singolo caso.
Come si svolge un intervento di chirurgia refrattiva
Le modalità variano in base alla tecnica scelta, ma gli interventi laser vengono generalmente eseguiti in anestesia topica mediante collirio.
Il paziente rimane sveglio e fissa un riferimento luminoso mentre il sistema laser esegue il trattamento programmato.
Le moderne piattaforme utilizzano sistemi di centratura e eye tracking per controllare la posizione dell’occhio durante alcune fasi della procedura.
L’applicazione laser dura generalmente poco, ma il tempo trascorso in sala comprende anche preparazione, posizionamento, controlli e procedure specifiche della tecnica utilizzata.
Al termine vengono fornite indicazioni precise sull’utilizzo dei colliri, sulla protezione degli occhi e sui controlli successivi.
Recupero dopo PRK, FemtoLASIK e SMILE
I tempi di recupero non sono uguali per tutte le tecniche e possono variare anche tra pazienti sottoposti allo stesso intervento.
Dopo PRK
La superficie corneale deve riformarsi. Nei primi giorni viene generalmente utilizzata una lente a contatto terapeutica e possono comparire bruciore, lacrimazione e sensibilità alla luce.
La qualità visiva migliora progressivamente e può richiedere più tempo per stabilizzarsi.
Dopo FemtoLASIK
La ripresa visiva iniziale è spesso più rapida. È comunque necessario evitare di strofinare gli occhi e seguire attentamente le indicazioni relative ai colliri e alle attività consentite.
Dopo SMILE
Il recupero è generalmente rapido, anche se la nitidezza visiva può continuare a migliorare nei giorni o nelle settimane successive.
In tutti i casi, i controlli postoperatori sono parte integrante del trattamento.
Quali risultati aspettarsi dalla chirurgia refrattiva
L’obiettivo è ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto, ma non è corretto promettere che ogni paziente potrà eliminarli definitivamente.
Il risultato dipende da:
- difetto visivo di partenza;
- età;
- risposta individuale della cornea;
- tecnica utilizzata;
- caratteristiche anatomiche;
- eventuali cambiamenti refrattivi nel corso degli anni.
Può rimanere un piccolo difetto residuo e, in alcuni casi, può essere necessario continuare a utilizzare gli occhiali per determinate attività.
La chirurgia refrattiva non impedisce inoltre i normali cambiamenti dell’occhio legati all’età. Una persona operata da giovane può quindi sviluppare successivamente presbiopia, cataratta o altri cambiamenti refrattivi.
Come si stabilisce l’idoneità all’intervento
Non tutte le persone che portano occhiali o lenti a contatto sono automaticamente candidate alla chirurgia refrattiva.
La valutazione preoperatoria serve a individuare eventuali condizioni che potrebbero influenzare sicurezza, risultato o scelta della tecnica.
Tra gli aspetti valutati:
Stabilità del difetto refrattivo nel tempo
Eventuale presenza di cheratocono o altre ectasie
Spessore della cornea attraverso la pachimetria
Qualità e stabilità del film lacrimale
Presenza di occhio secco
Pressione intraoculare
Dimensioni della pupilla in differenti condizioni luminose
Farmaci e condizioni generali che possono interferire con la guarigione
Retina e fondo oculare, soprattutto nelle miopie elevate
Eventuali altre patologie oculari
Forma e regolarità corneale con topografia e tomografia
Valutazione per chirurgia refrattiva a Catania e Mascalucia
Il Dott. Salvatore Lo Grasso effettua visite e valutazioni preoperatorie per la chirurgia refrattiva presso gli studi di Catania e Mascalucia.
Durante il controllo vengono analizzati difetto visivo, cornea, superficie oculare e altre caratteristiche necessarie per capire se il paziente è idoneo e quale tecnica può essere più appropriata.
Domande frequenti sulla chirurgia refrattiva
Che cos’è la chirurgia refrattiva?
È l’insieme delle procedure utilizzate per correggere difetti come miopia, astigmatismo e ipermetropia. Le tecniche possono modificare la forma della cornea con il laser oppure, in casi selezionati, utilizzare una lente intraoculare.
Chi può sottoporsi alla chirurgia refrattiva?
In genere vengono valutati pazienti adulti con un difetto visivo stabile e occhi in buone condizioni. Spessore e forma della cornea, superficie oculare e altre caratteristiche devono essere controllati prima di stabilire l’idoneità.
Possono operarsi tutti?
No. Cheratocono, cornee particolarmente sottili o irregolari, occhio secco non controllato, refrazione instabile e alcune patologie oculari o generali possono rendere una tecnica non indicata.
Quali difetti possono essere corretti?
Le procedure refrattive possono correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia nei limiti compatibili con la tecnica e con le caratteristiche dell’occhio.
Qual è la differenza tra PRK e FemtoLASIK?
Nella PRK il laser ad eccimeri agisce dopo aver rimosso l’epitelio superficiale e non viene creato un flap. Nella FemtoLASIK viene invece realizzato un flap corneale con laser a femtosecondi prima dell’ablazione con laser ad eccimeri.
Che differenza c’è tra SMILE e LASIK?
La SMILE rimuove un piccolo lenticolo di tessuto attraverso una microincisione e non prevede un flap. La LASIK utilizza invece un flap corneale. Indicazioni e caratteristiche delle due tecniche sono differenti.
Il laser a femtosecondi è una tecnica chirurgica?
Non esattamente. È una tecnologia utilizzata in diverse procedure. Nella FemtoLASIK serve a creare il flap corneale; nella SMILE crea il lenticolo che viene successivamente estratto.
L’intervento fa male?
Le procedure laser vengono generalmente eseguite con anestesia in collirio. Durante l’intervento si può avvertire pressione o fastidio, mentre la sintomatologia successiva varia in base alla tecnica. Dopo PRK, per esempio, il fastidio nei primi giorni può essere maggiore rispetto alla LASIK.
Quanto dura l’intervento?
L’applicazione del laser è generalmente breve, ma la durata complessiva comprende preparazione, posizionamento e diverse fasi operative. Non è quindi utile ridurre l’intervento a un numero fisso di secondi o minuti.
Dopo quanto tempo si vede bene?
Dipende dalla procedura. FemtoLASIK e SMILE hanno generalmente un recupero visivo iniziale più rapido; dopo PRK il miglioramento è più graduale. La stabilizzazione completa può richiedere più tempo.
Posso eliminare definitivamente gli occhiali?
L’obiettivo è ridurne la necessità, ma non può essere garantita l’indipendenza completa dagli occhiali per tutta la vita. Può rimanere un difetto residuo e con l’età possono comparire presbiopia o altri cambiamenti oculari.
La chirurgia refrattiva corregge la presbiopia?
Non ripristina l’accomodazione naturale persa con l’età. In alcuni pazienti possono essere valutate strategie refrattive specifiche, ma devono essere discusse separatamente rispetto alla normale correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia.
Che cosa sono le lenti ICL?
Sono lenti fachiche impiantate all’interno dell’occhio senza rimuovere il cristallino naturale. Possono essere considerate in alcuni pazienti miopi, soprattutto quando il difetto o le caratteristiche corneali rendono meno adatta la chirurgia laser.
Quali rischi ha la chirurgia refrattiva?
Tra i possibili effetti vi sono secchezza, aloni, abbagliamento notturno, correzione residua, regressione e, più raramente, complicanze corneali o infettive. Ogni tecnica ha inoltre rischi specifici.
Posso fare sport dopo l’intervento?
Sì, ma i tempi di ripresa dipendono dalla tecnica e dal tipo di sport. Le attività con rischio di trauma oculare richiedono particolare attenzione e devono essere riprese secondo le indicazioni del chirurgo.
Devo smettere di usare le lenti a contatto prima degli esami?
Generalmente sì, perché le lenti possono modificare temporaneamente la forma della cornea e alterare alcune misurazioni. Il periodo di sospensione dipende dal tipo di lente: lo studio fornirà le indicazioni prima della visita di idoneità.
Come faccio a sapere quale tecnica è più adatta a me?
Non è possibile stabilirlo soltanto dalla quantità di diottrie. Servono visita, refrazione, topografia o tomografia corneale, pachimetria e gli altri esami ritenuti necessari dall’oculista.
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