Cross-linking corneale a Catania

Il cross-linking corneale è un trattamento utilizzato soprattutto nei pazienti con cheratocono in evoluzione, con l’obiettivo di aumentare la resistenza della cornea e rallentarne o stabilizzarne la progressiva deformazione.

Il Dott. Salvatore Lo Grasso effettua valutazioni per il cross-linking a Catania e Mascalucia, attraverso esami specifici della cornea che permettono di verificare lo stadio della patologia e la sua eventuale evoluzione nel tempo.

Il trattamento combina riboflavina, vitamina B2, e luce ultravioletta UV-A. La tecnica più adatta viene scelta in base allo spessore, alla forma e alle caratteristiche della cornea.

Crosslinking

Che cos’è il cross-linking corneale

Il cross-linking corneale, abbreviato spesso in CXL, è una procedura studiata per aumentare la resistenza biomeccanica della cornea.

Nel cheratocono, la cornea tende progressivamente ad assottigliarsi e a deformarsi, assumendo una forma più irregolare. Questo cambiamento può determinare aumento dell’astigmatismo, miopia e una riduzione della qualità visiva.

Durante il cross-linking viene applicata sulla cornea una soluzione contenente riboflavina. Successivamente il tessuto viene esposto a una quantità controllata di luce UV-A.

L’interazione tra riboflavina, luce e ossigeno favorisce la formazione di nuovi legami tra le fibre di collagene corneale. Il risultato ricercato è una cornea più resistente alla progressiva deformazione.

L’obiettivo principale quindi del cross-linking è controllare la progressione del cheratocono e preservare nel tempo la struttura della cornea.

La decisione dipende soprattutto dalla presenza di una progressione documentata della patologia, che può essere individuata confrontando nel tempo forma, curvatura e spessore della cornea.

aumento della curvatura corneale

diminuzione dello spessore corneale

peggioramento dell’astigmatismo

modifiche rilevate attraverso topografia o tomografia corneale

variazioni frequenti della prescrizione degli occhiali

giovane età associata a un maggiore rischio di progressione

riduzione progressiva della qualità visiva

ectasia corneale comparsa dopo precedente chirurgia refrattiva

Tra le tecniche studiate per facilitare il passaggio della riboflavina attraverso l’epitelio corneale rientra anche la iontoforesi.

Una lieve corrente elettrica viene utilizzata per favorire il movimento delle molecole di riboflavina all’interno della cornea.

Questa tecnica non deve essere confusa con l’iontoforesi retinica con luteina utilizzata nell’ambito delle patologie maculari: si tratta di due applicazioni completamente differenti, rivolte a strutture e patologie diverse.

Anche nel cross-linking con iontoforesi, l’eventuale indicazione dipende dalle condizioni della cornea e dal protocollo scelto dall’oculista.

Sistema KXL® per il cross-linking corneale

Presso lo studio è disponibile il sistema KXL®, la tecnologia Avedro, oggi parte di Glaukos, utilizzata per le procedure di cross-linking corneale.

Il dispositivo eroga luce UV-A sulla cornea dopo l’applicazione della riboflavina e permette al medico di gestire i parametri di trattamento, tra cui intensità, energia e modalità di irradiazione.

Il sistema consente di utilizzare diversi protocolli di cross-linking, compresi protocolli convenzionali o accelerati, sulla base delle caratteristiche della cornea e della procedura scelta.

Il risultato del trattamento dipende anche da diagnosi corretta, documentazione della progressione e scelta del protocollo più appropriato.

Quali risultati può offrire il cross-linking

L’obiettivo principale del trattamento è ridurre il rischio che il cheratocono continui a progredire.

In alcuni pazienti, nel tempo, può verificarsi anche un parziale appiattimento della cornea o un miglioramento di alcuni parametri visivi.

È importante distinguere due obiettivi diversi:

il cross-linking serve soprattutto a stabilizzare la cornea; occhiali e lenti servono invece a migliorare la qualità della visione.

Nei casi in cui il cheratocono sia molto avanzato o siano presenti importanti cicatrici corneali, il cross-linking potrebbe non rappresentare la soluzione più adatta e possono essere valutate altre possibilità.

Valutazione per il cross-linking a Catania e Mascalucia

Il Dott. Salvatore Lo Grasso effettua visite e controlli della cornea per valutare l’indicazione al cross-linking corneale nei pazienti con cheratocono o altre forme di ectasia.
Durante la prenotazione è possibile scegliere la sede più comoda e richiedere informazioni sull’appuntamento.

Sede catania

Via Salvatore Paola, 9 – 95125 Catania

Sede mascalucia

Corso S. Vito, 212 - 95030 Mascalucia

Domande frequenti sulla cross-linking corneale

Che cos’è il cross-linking corneale?

È un trattamento che combina riboflavina e luce UV-A con l’obiettivo di aumentare la resistenza biomeccanica della cornea e ridurre la progressione di condizioni come il cheratocono.

A cosa serve il cross-linking nel cheratocono?

Serve principalmente a stabilizzare una cornea che sta continuando a deformarsi. Non nasce come intervento per eliminare miopia o astigmatismo.

Tutti i pazienti con cheratocono devono fare il cross-linking?

No. L’indicazione dipende soprattutto dallo stadio della patologia, dall’età, dalle caratteristiche della cornea e dalla presenza di una progressione documentata o di un elevato rischio evolutivo.

Come si capisce se il cheratocono sta peggiorando?

Attraverso il confronto tra topografie, tomografie, pachimetrie e misurazioni refrattive effettuate nel tempo. Un aumento della curvatura o dell’astigmatismo e variazioni dello spessore possono contribuire a documentare la progressione.

Il cross-linking è un trattamento laser?

No. Il trattamento vero e proprio utilizza riboflavina e luce ultravioletta UV-A. Alcuni dispositivi possono utilizzare piccoli laser per l’allineamento, ma non sono questi a produrre il cross-linking della cornea.

Il cross-linking fa recuperare la vista?

L’obiettivo principale non è migliorare la vista ma stabilizzare la cornea. In alcuni pazienti possono migliorare curvatura o qualità visiva.

Dopo il cross-linking servono ancora gli occhiali?

Possibile. Il trattamento non elimina automaticamente miopia e astigmatismo. In molti pazienti rimangono necessari occhiali o lenti a contatto per ottenere la migliore visione possibile.

Si possono usare ancora le lenti a contatto?

Sì. Dopo che la cornea è guarita e l’oculista ha dato il consenso. La prescrizione o la geometria delle lenti può dover essere rivalutata dopo la stabilizzazione corneale.

Quanto dura il trattamento?

La durata dipende dal protocollo. Esistono procedure convenzionali e accelerate che utilizzano differenti combinazioni di intensità e tempo di esposizione UV-A. La scelta viene effettuata in base alla tecnica e alle caratteristiche della cornea.

Il cheratocono può continuare a peggiorare dopo il cross-linking?

Il trattamento riduce significativamente il rischio di progressione, ma non può essere garantita una stabilizzazione assoluta in ogni paziente. Per questo i controlli continuano anche dopo la procedura.

Il cross-linking evita sempre il trapianto di cornea?

No. L’obiettivo è intervenire prima che il cheratocono diventi avanzato e ridurre il rischio di ulteriore progressione. Nei casi già molto evoluti, con cicatrici o forte compromissione visiva, possono essere necessarie altre soluzioni.

Posso strofinare gli occhi dopo il trattamento?

No. Nei primi giorni è particolarmente importante evitare di strofinare l’occhio e seguire le indicazioni fornite per proteggere la superficie corneale.

Come faccio a sapere se sono idoneo?

È necessaria una visita con topografia o tomografia corneale, pachimetria e valutazione della progressione. Il numero delle diottrie, da solo, non è sufficiente per stabilire l’indicazione.